Splendide
le parole
espresse
da menti
complici
Estasi
dei corpi
se ciò
che le voci
cantan
le mani
sulla pelle altrui
disegnano
Splendide
le parole
espresse
da menti
complici
Estasi
dei corpi
se ciò
che le voci
cantan
le mani
sulla pelle altrui
disegnano
Poche parole
vorranno esser spese
quando i tuoi occhi
rifletteranno i miei
Le mie mani strette
terranno le tue
L’importanza del dire
lascierà spazio
alla forza del fare
Inizierà un percorso
Conosceremo una strada
Nuova, sconosciuta
La percorreremo piano
affrontandone le curve
e in accelerazione
nei rettilinei sereni e regolari
Chiudi gli occhi ora
e riaprili allora
quando non ci sarà più da parlare
Passerà la tempesta
Il mare tornerà quieto
Il placido orizzonte
cullerà il tuo viaggio
Vedrai delfini
seguire la tua rotta
Verso il Sole
La luce del giorno
che vince la notte
donerà un nuovo sorriso
al tuo viso disteso
La tua fronte al cielo
le tue mani libere
il tuo cuore leggero
A Daria
Vorrei scrivere
Ancora una volta
vorrei scrivere
di te e di noi
Sconosciuto mi è il tuo viso
ignoto il tuo nome
Sei sempre presente
come un’ombra
che oscura i miei passi
Allo specchio ti riconosco
con una maschera diversa
dall’altra
dalla precedente
Eppure conosco il tuo profumo
la tua fragranza
di muschio e vaniglia
Talvolta nausenante
altre deliziosa
Ti ho lasciato alla porta
infinite volte
Sei rientrata
senza il mio permesso
ridendo di me
e del mio stupido orgoglio
Amami stanotte
come tuo solito
Lasciami senza forze
a respirare sul grembo tuo.
Un sogno lungo una vita
Mi manca
Il suo profumo
La sua brezza
Il suo blu profondo
Ristorava il mio spirito
in giorni come questo
nelle tempeste
che la vita scatena
Ho imparato
perdendomi nel tuo boato
ritmato sugli scogli
ad affrontare il mondo
Vorrei chiederti
di rendermi nuova forza
Avrei bisogno
di perdere la mia mente
nelle tue onde alte e benevole
A te tornerò
in un giorno grigio
per ritrovare il mio Sole
Quando senti
come crollarti addosso
il cielo e le stelle
se guardi meglio
ti accorgi
che sei solo tanto vicino ad esse
da poterle toccare
Rugge il mio spirito
di combattente indomito
Sempre pronto alla battaglia
Elmo in testa
e lancia in resta
La pace non v’è
dove il tuono lampa
Il boato che scuote
terra e cuori
richiama alle armi
l’esercito che come stemma
porta il mio nome
Condurrò ancora una volta
le legioni alla pugna
Lotteremo, lotterò
senza deporre le armi
o tornando al campo sul mio scudo.
Poco ha da temere
chi nulla sente di lasciare
Fronte alta
al sole caldo porto
Con il tuo favore
sfuggirò l’infamia
e vivrò nella gloria
Ho danzato con la Morte
senza suono ne movenza
Ho cenato con la Morte
senza pane ne pietanza
Ho vissuto con la Morte
senza pace ne speranza
Così sta scritto sulla tomba tua
agli altri perenne ricordo
di ciò che per anni tu hai saputo
Nessuno muore
quando irride la Morte
Suona una canzone nota
dalla melodia familiare
dai colori acerbi e le voci roche
Ritma il mio respiro
accompagna le mie dita
e tra queste mura
canta la mia vita
Nella notte che mi tiene compagnia
cerco i miei occhi
quelli che ingenui incrociarono i tuoi
La luce della piccola lampada
mi offende e mi brucia
come quella volta
tra le tue labbra e le tue braccia
nel tuo letto nei tuoi profumi
in te
Qualche minuto ancor ti dedico
nel ricordo di mille volte
in cui ho scandito il tuo nome
qualunque esso fosse
Ti ho amato
allo stesso modo di ogni altra
mai come nessuna
Sono dove tante ingnorano
e qualcuna ben sa
Lì da dove presto andrò via
verso un altro lido
in cui sicuro ormeggiare
e incontrare sul lungomare
un altro volto di donna
il tuo.
Danzano le ore
senza posa
mentre continuo
a rivivere attimi
sospesi
tra il dire
e il non dire
il fare
e il non fare
volerti
senza più desiderare
ne sperare